L'Aquila: le mani della 'ndrangheta sugli appalti privati
Quattro imprenditori ritenuti legati alla ‘ndrangheta sono stati fermati ieri, nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Dda de L’Aquila sulle infiltrazioni mafiose dei cantieri per la ricostruzione post-terremoto. L’accusa per tutti è di concorso esterno in associazione di stampo mafioso: essi avrebbero contribuito attivamente all'infiltrazione, nel sistema delle commesse per il risanamento del patrimonio edilizio privato, della cosca reggina “Caridi-Zincato-Borghetto”, inserita nella più ampia “Locale” dei “Libri”.
Le ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip Marco Billi, sono stati eseguite dagli agenti della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile e dai militari del Nucleo di Polizia Finanziaria (Gico) della Guardia di Finanza del capoluogo abruzzese. Nel corso dell’operazione – denominata “Lypas”, dal nome di una delle ditte riconducibile all’organizzazione criminale – sono stati sequestrati beni per un valore complessivo di un milione di euro, tra cui: quote azionarie di 4 società, 8 automezzi, 5 immobili e 25 rapporti bancari.
Il dirigente delegato ha evidenziato l'intenso e proficuo lavoro, portato avanti dal locale Commissariato di Polizia che negli ultimi tempi ha intensificato i controlli sul territorio portando a buon fine numerose operazioni di prevenzione e