La forza delle donne. Intervista a Raffaella Romagnolo
è Tramontato di colpo. Nessuno, intorno a lei, se n’è accorto. La guerra era alle porte, e la maggior parte di noi non ha neanche sentito l’odore di polvere da sparo.Come si è sviluppata la trama del romanzo e per quale motivo ha scelto di raccontare l’epopea di un clan contadino? Mi incuriosiva seguire le vicende di una famiglia piemontese - monferrina come me - attraverso uno dei più grandi sconvolgimenti del secolo appena passato: la fine del mondo contadino. Che resta di una famiglia contadina dopo che la campagna ha perso la battaglia contro l’industria? Che succede ai vari membri? Mi interessavano soprattutto le donne. Perché - magari a torto - mi sembravano meno “raccontate”, o magari accostate in un modo che non mi convinceva. Troppe eroine, o tipi a vario titolo “speciali”, mentre io volevo sapere cosa è accaduto a donne “ordinarie” (nel senso di “non straordinarie”). Cosa ha significato, per la loro vita, smettere di andare nella vigna ed entrare in fabbrica. Lasciare la cascina e trasferirsi in un appartamento. E che eredità emotiva, spirituale, valoriale, questa rivoluzione copernicana (dalla vigna alla fabbrica, dal matrimonio “obbligato” alla scelta autonoma del compagno) ha portato nelle vite delle donne che sono venute dopo.