La scommessa per il 2012? Un turismo all'aria aperta, genuino e non mediato
Finalmente il nuovo anno: del 2011, dei suoi problemi, delle difficoltà, dei drammi che ho portato con sé non vorrei più sentirne parlare. Anche se, sosteneva Cicerone in Brutus: ”Nulla che sia del tutto nuovo è perfetto”.
In effetti, apriamo una pagina, ma non può che essere la continuazione di un libro scritto nei mesi precedenti, con tutto quello che d’irrisolto portano quale zavorra. Il turismo all’aria aperta forse ha una marcia in più, occorre utilizzare la forma dubitativa, perché è difficile lasciarsi andare ad affermazioni certe e inconfutabili in questo momento, ma è sicuro che i cromosomi dell’abitar viaggiando e del viver sotto le stelle sono diversi da quelli d’altre forme di tempo libero e contribuiscono a indicare la strada da percorrere.
Una strada non facile, ma che ha la fortuna di poter tracciare direttamente la rotta, senza mediazioni di altri: il turista nel nostro caso è protagonista in tutto e per tutto, non necessità di mediazioni e nemmeno di qualcuno che gli indichi la rotta. Il ”nostro” turismo è genuino e risponde a criteri del tutto atipici nei confronti degli altri segmenti che compongono il variegato mondo del tempo libero: piazza e territorio, tipicità e differenze, campanili e castelli costituiscono l’elemento caratterizzante all’interno del quale il turista copre un ruolo determinante, di protagonista, d’attore del proprio presente e del proprio futuro.