Tre atti e due tempi, un Giorgio Faletti inedito

Leggi che è uscito il nuovo Faletti e ti prepari mentalmente a un thriller sanguinolento, tomo di 500 pagine, serial killer in numero variabile da uno a tre.
Poi incroci un collega che conosce le tue attitudini letterar-onnivore, che ti domanda se lo hai già letto, perchè è curioso di sapere cosa ne pensi. E allora spieghi che nelle settimane precedenti hai avuto qualche problemino, e non hai potuto mantenere l’assidua frequentazione delle librerie preferite a livelli che consideri accettabili.
“Vabbè ma te lo presto io, l’ho finito questa mattina in metropolitana e mi è rimasto nello zaino. E pensa che lo avevo iniziato ieri sera!”
ALT. Mi considero un lettore veloce, con punte di rapidità sorprendenti e capace di annullare il mondo intorno a me, ritrovandomi al deposito metropolitane di S. Donato per non aver alzato lo sguardo dalle pagine. Ma pensare di poter leggere un equivalente di “Io Uccido” o di “Niente di vero tranne gli occhi” in un paio d’ore infrangerebbe ogni mio record.
Unico tasto dolente di tutta questa storia? Queste grandi evoluzioni nel campo dei nuovi media e della comunicazione non sono facili da comprendere per chi non è “del settore”. Ho letto molti libri sul tema dei social, del web 2.0, dell'unconventional
Ora che sappiamo qual cosina in più su di te, vuoi raccontarci com'è nata la tua passione per la scrittura? Da bambina avresti mai immaginato di pubblicare un libro? Da bambina ero una divoratrice di libri. Nei primi anni solo in senso letterale, poi,