Infinity Blade ei suoi prodotti. Un merchandise in crescita
Quando venne presentato il primo Infinity Blade, ci furono molta attesa ed aspettative per un gioco di cui si sapeva poco e niente. Sarebbe uscito per valorizzare la potenza di iPhone 4 e iPad, il motore grafico sarebbe stato l’Unreal Engine e la grafica avrebbe fatto paura. Gameplay? Molti (me compreso) speravano in un RPG di spessore con combattimenti dinamici. Altri si aspettavano un picchiaduro. Nessuno di sarebbe aspettato quello che è stato veramente questo titolo, in fondo: un Fruit Ninja con la frutta che si ribella. Semplicistica definizione? Vero, a me Infinity Blade piace molto ma nessuno può negare che sia di un genere sconosciuto e difficile da collocare. Picchiaduro? Non proprio. Fruit Ninja dove taglio quello che vedo con le gesture? Non solo. RPG? Mica un titolo può essere definito gioco di ruolo solo perché il mio PG ha delle stat da migliorare e può comprare nuove armi e armature.
Eppure Infinity Blade, complice una grafica da paura, ha avuto un grandissimo successo. Io, personalmente, ho apprezzato abbastanza la storia alla base del titolo, una storia che in molti non hanno compreso per niente ed hanno bollato come “inesistente”. Si può parlare di capolavoro di storia? Per niente, ma è un interessante stratagemma per far combattere, generazione dopo generazione, una schiera infinita di cavalieri contro il Re Dio. E sotto c’è molto di più, come i giocatori incalliti sapranno.
che proprio dall'arte dei cantastorie prese linfa per diventare alta letteratura; ed ecco perchè il travolgente racconto che ne ha fatto Italo Calvino insieme a stralci di immagini “rubate” ad altri suoi libri come “Il Cavaliere Inesistente”.
Lo dice la giornalista Lorella Zanardo per spiegare “l'urgenza” che l'ha portata a realizzare il documentario e il libro Il corpo delle donne, nato come “risposta alla mercificazione del corpo femminile, specialmente in tv”. L'autrice sarà in città per