Elena Bono, ovvero come si diventa un classico (malgrado tutto)
(La scrittrice declinò l’offerta dicendo che non le sembrava il caso “di celebrare questo tipo di nozze mistiche”); aver continuato a proporre una lucida visione cristiana del mondo e della storia, essendo stata, proprio con Pasolini, l’autore di punta negli anni Cinquanta di una casa editrice non proprio cattolica, come Garzanti; non essersi piegata a nessun ricatto culturale/editoriale, preferendo pubblicare con una tipografia editrice di Recco (la Microart’s – EmmeE, non ancora diventata Le Mani)… tutto questo non lasciava ben sperare.Eppure, attraverso un passaparola virtuoso (non come quello che consentì sciaguratamente a Moccia di “immocciare” il mercato librario con la beata complicità di Feltrinelli), Elena Bono oggi ritorna ad essere considerata un nome di punta della letteratura italiana ed europea del Novecento; doppiata la boa del millennio, ha consegnato ora alle stampe l’ultimo volume della trilogia (il secondo dell’epopea di Fanuel Nuti, Giorni davanti a Dio …”