L'inglese glielo insegnava Joyce, così Svevo è tornato a scrivere
«Sa, anch’io ho scritto, ma ho scritto due libri, che non sono stati riconosciuti da nessuno», disse, con timidezza, l’allievo al suo maestro d’inglese. Lui, il professore, ne aveva pubblicati ben tre: una raccolta di poesie, un romanzo di formazione e una raccolta di racconti. Poi, preso dalla noia e dall’insofferenza per il suo paese, se ne andò, vagò per l’Europa e approdò a Trieste, all’epoca ancora territorio dell’impero austro-ungarico.
All’allievo il maestro dovette sembrare un gigante: oltre ai libri scritti, sapeva parlare diciotto lingue (tra vive e morte) ed era, a detta della gente del porto, un po’ matto. Amava girare per osterie, era sempre senza un soldo e cambiava casa di continuo. Per lui, figlio di un commerciante ebreo, cresciuto nelle scuole bavaresi e poi educato nel liceo commerciale della città, doveva sembrare un incontro bizzarro.
Prima di tutto, a causa dei continui viaggi di lavoro a Londra Source: Linkiesta.it
Un libro che trasforma il lettore in detective dello stile. E della società MILANO - Va di moda il corso di scrittura creativa. E il vostro grande sogno è un corso che vi insegni una tecnica di scrittura rapida e indolore. Scordatevelo.