“Valperga”– Mary Shelley XII
Capitolo 12
La pace tra Lucca e Firenze . Bindo .
Le cattive notizie avevano viaggiato velocemente. Eutanasia seppe della carcerazione di Castruccio la sera stessa in cui avvenne. La politica spietata della famiglia Faggiuola e in particolare la vile ferocia di Ranieri erano a lei ben note. I suoi timori raggiunsero un culmine angosciante: più triste del prigioniero stesso, non dormì, né provò a farlo, ma i suoi pensieri erano tesi a valutare se lei avesse potuto in qualche modo assistere l’amico. Alla fine decise di usare tutta l’influenza dovuta ai suoi beni e alle sue conoscenze per fermare la mano dell’assassino.
La mattina presto il giovane Guinigi arrivò al castello. Se Arrigo ammirava Castruccio, adorava Eutanasia : il suo sesso e la bellezza forse avevano un potente effetto sul suo giovane cuore, la sua semplicità e purezza tendevano ad influenzare in maggior misura la sua intelligenza inesperta ma attiva più delle cortesie studiate di Castruccio. Il pallore delle gote e gli occhi pesanti indicavano i pensieri inquieti che l’assediavano, e Arrigo si affrettò a tranquillizzarli. «Non temete», disse, «lui non morirà, non può morire. I suoi amici vegliano su di lui e Ranieri ha imparato a suo tempo che è più lui prigioniero tra le guardie nel suo palazzo di Castruccio incatenato in cella.»