L'Orient Express di Dos Passos
Sebbene Dos Passos arrivi in nave dagli Stati Uniti, il suo viaggio verso Oriente prende simbolicamente il via da Venezia. La città si offre agli occhi dello scrittore americano in entrambi i suoi volti: quello di cartolina sfavillante, luna park – "la Coney Island delle Coney Island" – ma anche quello oscuro, dall'odore pesante di palude, nelle osterie dei vicoli, popolate da signorine dai capelli rossi e da marinai ubriachi.
Senza dare un giudizio in merito (sebbene abbia una sua ben determinata coscienza politica), Dos Passos lungo tutto il viaggio registrerà i segni esteriori dei rivolgimenti dell'epoca. A Venezia "giovani spavaldi a gruppi di quattro o cinque attraversano la folla cantando Giovinezza ", "tutti i muri sono coperti dalle scritte w lenin e ʍ lenin".
Attraversando il Regno dei serbi, croati e sloveni, la Bulgaria e la Grecia, con il mitico treno "Express" Dos Passos approda a Istanbul (ancora da lui chiamata Costantinopoli), presentata come città degli intrighi, dietro ai quali si nascondono spesso brandelli di conflitti più ampi.