Mezzi Musei In protesta contro la Regione Lazio
Tagli, tagli, tagli drastici alla cultura da parte della Regione Lazio. Fondi ben più che dimezzati. E allora musei, biblioteche e archivi del territorio hanno ipotizzato una protesta clamorosa e senza precedenti, non priva di creatività. Ecco il loro annuncio per questa iniziativa che si svolgerà domani e dopodomani e alla quale hanno già aderito una quarantina tra istituzioni e associazioni: «I mezzi direttori e le mezze direttrici di alcuni mezzi Musei del Lazio hanno il mezzo piacere di invitarvi, il 3 e il 4 marzo, dalle 10 e mezza alle 18 e mezza, alla Festa dei Mezzi Musei del Lazio. Grazie al dimezzamento dei fondi Regionali, durante le giornate di festa vedrete le opere d' arte per metà, vi verrà offerta una mezza comunicazione, potrete finalmente leggere la sola metà destra dei libri, le luci si accenderanno per metà del tempo, verranno letti brani dal Visconte Dimezzato e proveremo, naturalmente con ogni mezzo, a sorprendervi e a ripagarvi con un doppio impegno di tutti gli operatori culturali». E si pagherà metà biglietto. Ecco qualche esempio tratto dal programma della «Festa dei Mezzi Musei» disponibile sul sito internet allestito per l' occasione, www.mezzimusei.it: al Modern Automata Museum di Montopoli Sabina le sculture meccaniche saranno invisibili per metà e le comunicazioni verbali saranno interrotte all' improvviso, così come le luci. Al Museo del Silenzio nel monastero delle Clarisse eremite di Fara Sabina ingresso ostruito dalla mancata apertura di un' anta, visite guidate e accensione delle teche dimezzate. Mezzo portone e visite a singhiozzo anche ad Amatrice, Museo civico. Mezze letture di poesie e altri dimezzamenti ad Antrodoco. La sala Orsini di Palazzo Chigi a Formello presenterà una mostra d' arte odierna illuminata solo da torce contro il «BUIO» (tutto maiuscolo) dei tagli. Un grido di dolore collettivo, a volte declinato in forma di utopia, che davvero pare d' essere immersi in un fantastico testo zavattiniano o calviniano (ma è tutto vero). È il caso del Museo archeologico comunale di Segni, che intitola la sua due giorni «Il Sogno di un Mezzo Museo». In programma una visita guidata immaginaria a progetti mai finanziati, mezza Biblioteca aperta e semi illuminata e il pomeriggio (cinque e mezza) mezzo personale che inviterà i cittadini all' inaugurazione immaginaria di progetti culturali mai realizzati causa tagli. In molte realtà, letture di articoli della Costituzione e del Codice dei Beni Culturali. E alla protesta nei confronti della Giunta Polverini e del suo assessore alla Cultura Fabiana Santini si associa anche l' ex assessore alla Cultura (centrosinistra) Giulia Rodano: «La trovo un' idea geniale e farò in modo di non mancare». Ed era stata la stessa Rodano a diffondere, durante una conferenza stampa dello scorso gennaio, l' entità dei tagli alle realtà culturali della Regione. In sintesi: riepilogando i tagli si è passati da stanziamenti pari a 2 milioni e 100 mila euro (nel 2009, divisi su tre capitoli di spesa corrente: salvaguardia, funzionamento, sistemi culturali), ai 965 mila euro del 2011, fino ai 250 mila per il bilancio 2012, su un unico capitolo di nuova istituzione. E l' intero sistema è al collasso. Da citare inoltre il taglio dai 3 milioni (2009) ai 500 mila euro (2012) per i trasferimenti alle Province, in conto corrente, per musei, biblioteche, archivi. Con l' assessore provinciale Cecilia D' Elia e molti sindaci che hanno chiesto un incontro urgente alla collega Santini. Ma se lo stanziamento di spesa corrente per musei, biblioteche e patrimonio librario si è ridotto a 250 mila euro per tutti nel 2012, va ricordato che nel comparto «Grandi Eventi» la stessa Regione delibera finanziamenti a volte molto cospicui. Primo posto ad esempio, nel generosissimo portafoglio regionale e per tre graduatorie successive, alla società «Comunicare Organizzando» per le sue mostre al Vittoriano: 180 mila euro di finanziamento per Impressionismo e natura e Van Gogh , 140 mila per Tamara de Lempicka , 160 mila per Mondrian . Totale 480 mila euro. Edoardo Sassi RIPRODUZIONE RISERVATA