La potenza nascosta
L’Italia, come non accadeva dai tempi della Guerra Fredda, è tornata il paese al bivio dei destini dell’Occidente. Lo ha ripetuto per primo il presidente Sarkozy, poi la cancelliera Merkel e infine anche il Presidente Obama. Le decisioni prese a Roma possono “salvare” l’euro e scongiurarne l’“effetto domino” – espressione che non si sentiva dalla Guerra del Viet Nam – sull’economia globale.
Scenari “catastrofisti” volutamente esagerati o basati su dati oggettivi? Il tempo ce lo dirà, intanto non resta che sperare che il governo di Mario Monti, sotto la tutela del Presidente Giorgio Napolitano – anche ieri sul “New York Times” omaggiato con un profilo - si sbrighi con le misure di “rigore, crescita ed equità” e scacci via dall’Italia lo spettro del default.
Ma dopo l’estrema emergenza, l’Italia dovrà farsi un esame di coscienza. Già, anche le nazioni ne hanno una e la chiamano “coscienza nazionale” che non è affatto un qualcosa di astratto ma serve a tenere insieme un popolo. In determinate circostanze storiche, è proprio questa coscienza a determinare quel carattere di un popolo che riesce a salvare o far sprofondare un paese.