Il trono di spade di George RR Martin: carrellata di critiche
, E anche questo trasporta il lettore nell’atmosfera del mito e dell’epica più che in quella della storia.
“veramente brutto e noioso, ho mollato a pagina 100, di fantasy c’è poco o niente, deludente” Fabio De Fanis, 15-02-11.
Che lui si sia annoiato mi sta bene, ciascuno ha i suoi gusti. Mi stupisce però che non veda elementi fantasy. Martin li ha dosati con accuratezza, e chi ha letto le interviste sa il perché, senza considerare che nel tempo questi elementi crescono e credo che nessuno da un certo punto in poi faccia più fatica a vederli. Però, anche con cento pagine, ce ne sono.
Nel prologo compaiono gli Estranei, più fantasy di loro non so cosa il lettore possa volere. Ser Waymar Royce viene ammazzato e misteriosamente torna in vita, e se non sbaglio questo nella nostra realtà non può accadere. I draghi sono esistiti in un passato non troppo lontano, circa 150 anni, e se in un fantasy si parla di draghi estinti in tempi recenti si può star sicuri che prima o poi torneranno fuori. È un po’ come costruire una muraglia enorme come la Barriera e poi non utilizzarla. È evidente fin dal prologo che a Nord c’è qualcosa di oscuro e pericoloso, basta dar tempo alla storia perché venga fuori. E i meta-lupi non sarebbero presentati così nel primo capitolo se non finissero per rivelarsi anche loro qualcosa di più di lupi taglia extra.




