Un breve soggiorno in Urss
Pochi ormai riconoscono nella piazza Manedzhnaja degli anni Cinquanta la moderna meta di pellegrinaggio straniero. Ancor meno si ricordano i tram a due piani e la prima automobile sovietica, la Russo-balt, che passava per Mosca o le cassette di sabbia per bimbi in mezzo al Tverskoj Bulvar. Questa è la Mosca dei primi cinquant’anni del XX secolo, così diversa da quella di oggi, cantata in centinaia di film e canzoni sovietiche. Gli organizzatori della mostra “Storie moscovite. XX secolo”, alla galleria Lumiere di Mosca, hanno deciso di ricordare la città dalle cupole d’oro a chi se l’era dimenticata e raccontarla a chi non la conosceva.
Un solo genere – il reportage – e un infinito numero di stili e approcci autoriali si sono incontrati nelle tre sale della galleria fotografica moscovita. Agli appassionati della fotografia sovietica sono senz’altro noti i nomi di Boris Ignatovich, Naum Granovskij, Aleksej Gostev, Emmanuil Evzerchin, Jakov Chalip, Mark Markov-Grinberg, Mikhail Trachman, Aleksandr Ustinov, Viktor Achlomov, Jurij Trankvilickij e altri.
Credo invece che ogni ambito debba essere costruito sulla base di competenze, e quindi, rispettando il lavoro di tutti, i confini debbano essere precisi, netti, marcati, altrimenti abbiamo un tutto indistinto in cui vale la legge della giungla,
Libri da srotolare, anzi, giochi per imparare a contare o per conoscere gli animali della giungla, del mare e anche della fattoria: i "Libri Cubo" (Ape Junior, dai 3 anni, 8,90 euro) sono tutto questo. Oggetti curiosi e geniali nella loro semplicità,