Marshall McLuhan ei fumatori di banana
Ma le strisce di Blondie e Dagoberto sono proprio così “devastanti”? Analizziamole un attimo. Certo il matrimonio di Dagoberto Bumstead e Blondie sembra uscito dalle pagine di un feuilleton rosa: «ritratto di coppia in un dopo colpo di fulmine». Lei, casalinga a tempo pieno: figli cani e amiche da accudire. Lui, genericaÂmente impiegato dalle 9 alle 5 poi, casa, pantofole, divano, spuntino notturno e amici – moglie permettendo. Insomma, rose e spine al posto giusto (evidentemente non per Marshall McLuhan).
«Una storia d’amore come tante» , dice lo stesso Dagoberto, anche se non è proprio così, infatti il Nostro è l’erede dei miliardi Bumstead ed è finito col fare l’imÂpiegato mentre di solito i miliardi vincono e, nella miÂgliore tradizione hollywoodiana, i genitori burberi si convincono dei sinceri sentimenti della fidanzata povera e tutti vissero felici, contenti e ricchi. In questo caso le regole sono sovvertite: i suoi non volevano che sposasse Blondie, lo hanno , il lieto fine, c’è stato lo stesso. In modo diverso.
Umberto Eco sostiene che “Berlusconi è come Hitler”, ma non mi risulta che abbia messo l'obbligo di “doccia” alle sue ospiti ad Arcore, non mi risulta che abbia ucciso ebrei e zingari: si vede che costui , noto per il suo romanzo storico, politico,
En 1980 se publicó Il nome della rosa, que llegó dos años más tarde a nuestro castellano con el título literalmente traducido de El nombre de la rosa, primera novela de Umberto Eco (Alessandria, 1932), un investigador italiano sólo conocido entonces en