L'onore dei Kéita di Moussa Konaté: un afro-noir
Io mi aspettavo, grazie alla mia fantasia romantica, il mistero e la magia, e invece subito mi ritrovo due figure poliziesche prosaiche, simili a quelle di tutti i telefilm del genere che si vedono in TV. Nel corso del racconto poi si capisce che il commissario è a capo dell’Anticrimine, è più anziano e riflessivo, quello cioè con maggiore esperienza; l’altro è molto più giovane e impulsivo, il discepolo che sta imparando il mestiere, sul quale riversare speranze e aspettative e del quale il commissario non sempre approva i metodi: troppo moderni, sostiene.Ma che non ci troviamo a Londra o a Berlino lo si capisce presto, quando ci si sofferma sulle descrizioni del mondo in cui vivono e lavorano i due protagonisti. Sono quelle le vere arti magiche che ti aprono alla comprensione di un mondo che non conosci, ma che ti sembra familiare. Bamako , la capitale in cui è ambientata la storia, è descritta



